Ci scusiamo con i lettori per l’interruzione del servizio. Due mesi di latitanza non sono pochi ma tra un viaggetto e un trasloco il blog è passato temporaneamente in secondo piano. Oggi ci riproviamo, con la testa (e lo stomaco) in fase quasi-post-vacanza, come dire un po’ appesantito ma con una certa voglia di ricominciare.
Cominciamo dall’America … la prima volta in America non si scorda mai, o no?
Per me il grande giorno è arrivato in Novembre, destinazione Texas! Partenza con due ore di ritardo da Francoforte e corsa a Chicago per non perdere la coincidenza … che ti lascia a piedi proprio mentre ti illudi di farcela.
Tutto nella migliore tradizione, comprese bestemmie al desk per il rimborso e notte in hotel a quaranta chilometri dalla civiltà. Fuori ci sono -6 gradi con tanti saluti al sospirato sole Texano. Mancava all’appello solo l’omino del “No Alpitur? Ahiahiahiahihai!”, ma chi si accontenta … si gode per qualche ora una delle “down town” più famose d’America con tanto di micro passeggiata sul lago Michigan!
Conclusa la parentesi in Illinois, il Texas ci accoglie con abbondanti distese di nulla, intercalate da accenni di vita umana lungo la strada tra l’aeroporto e Austin. Una sensazione di dejà vu diffusa mi stupisce: chissà perché mi aspettavo di trovare qualcosa di nuovo nella cultura americana di massa, qualcosa di inedito … e invece sembra di stare sul set della serie texana per eccellenza, Walker Texas Ranger. Un centro fatto di grattacieli, uffici e banche, una periferia appena dietro l’angolo fatta di casette di legno con il cancelletto squallido e poi i pick-up, le stazioni di servizio minuscole la gente che cammina per strada bevendo LITRI di BUON caffè.
Chiacchierando con la barista dell’hotel, scopro che mi è andata pure bene. Austin, sembra essere infatti la città più bella dello stato oltre che la sua capitale. Città della musica dal vivo, centro universitario vivace da 50,000 studenti, si dice sia famosa per le colonie di pipistrelli che vivono presso il Congress Avenue Bridge. Alla faccia della crisi economica americana qui è tutto un cantiere, grattacieli che salgono, gru collocate al ventesimo piano, voragini aperte nel terreno per nuovi parcheggi. Una sorta di scacchiera disordinata in cui manchino alcuni pezzi, un tessuto urbano caratterizzato dalla netta discontinuità tra tradizione e modernità.


Ne è esempio la sesta strada, il quartiere dei pub e della musica dal vivo per eccellenza. Edifici bassi e fumosi che si susseguono, ciascuno con la propria musica, nel mezzo un serpentone di gente. I barboni che incontri un po’ dappertutto, specie dopo il tramonto, ti ricordano che una crisi sociale esiste eccome, ma è come se anche loro facessero parte del clima, allegramente decadente, del quartiere. E’ inutile dire che questa sia la zona più interessante della città seguita forse dal quartiere universitario. Piccoli negozietti, impianti sportivi e soprattutto un mare di studenti che mi ricorda molto un lunedì di primavera, in tarda mattinata, a Padova.
A giudicare dalla disposizione degli edifici, si direbbe che qui si disputi una silenziosa guerra tra cultura laica, religione e misticismo. Al centro del quartiere sorge infatti la torre centrale dell’università del Texas che si propone di ” [...] transform lives for the benefit of society “. Cinquanta metri sulla sinistra gli fa eco un tempio di Scientology mentre sulla destra un nutrito numero di chiese più o meno cristiane (e tutte diverse) offrono le loro verità agli sventurati studenti. Cercate maggiore concretezza? L’ ufficio di reclutamento dell’esercito, sempre a due passi dal campus, è pronto ad offrirvi un’ ottima alternativa!
Insomma cose “turche” … anzi “americane”!
See ya!
PS: Quasi dimenticavo… Austin si fa notare anche per un altro animale che gira indisturbato nel campus dell’università. Sembra sia piuttosto fotogenico!


uè, finally back! Ben felice di rileggerti, mancavi! Prendici gusto e continua a farci compagnia …in questo caso mi è piaciuto viaggiare con i tuoi occhi. Continua e smettila di limare le virgole (questo è ben scritto, bello da leggere e spero di veder continuare la serie!)
Baci dalla strega
ciao, bello quello che hai scritto! Mi è piaciuto il tuo resoconto del viaggio e la descrizione di quello che hai visto perchè l’america che molti di noi immaginiamo è pura fantasia. mentre lo scoiattolone della foto è pura realtà. Continua a scrivere…
ciao Diego, bello quello che hai scritto! Mi è piaciuto il resoconto del tuo viaggio, compresi gli imprevisti, (chiaro che per te, non tanto piacevoli) ma tutto fa parte dell’avventura. Hai dato un’idea chiara dei contrasti americani: grattacieli altissimi e casupole di legno, barboni (contrasti che ci sono anche in molti stati europei): Una realtà certa: lo scoiattolone sul ramo. sembra felice. Continua a scrivere!!!!!!!!!!!
lory30 … Grazie per essere passta di qui … ma chi sei?
Hi Diego.
Nice reading about your aventura’s in the US. (Thanks to google I could understand what is written here, and off course I speak fluently Italian as well)
Hope to see you soon, in Utrecht.
Ciao,
Emile